
Damon Hill, due volte Frentzen e infine Fisichella: ecco le vittorie di Eddie Jordan in Formula 1
lunedì 31 marzo 2025 · Amarcord
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Poliedrico, istrionico, duro a volte, opportunista quando s’è trattato di scegliere il migliore pilota in termini di sponsor, oppure prendere tangenti personali prima di firmare il rinnovo del Patto della Concordia: il 20 marzo se n’è andato Eddie Jordan, l’ultimo rappresentante di una Formula 1 che non esiste più, in cui una squadra messa insieme con poco riusciva stabilmente a stare nelle prime posizioni, talvolta anche a vincere. Ecco quando è successo.
Spa 1998. Alla partenza, la maxi carambola alla curva della Source mette ko tredici macchine in trecento metri, qualcuno non ha il muletto per la ripartenza e questo già riduce gli avversari. La pioggia finisce di sparigliare le carte, Schumacher con la gara in pugno va addosso a Coulthard che gli tira un tranello da squalifica. Così, la Jordan piazza la doppietta a porta vuota, con l’ultima affermazione di Damon Hill, davanti a Ralf Schumacher; il cerimoniale non l’ha previsto, per sbaglio viene messo l’inno inglese anziché quello irlandese.
Magny Cours 1999. Piove anche stavolta, ma succede meno casino. Frentzen che è partito quinto è quello che fa meno errori di tutti, di guida e di strategia: vince davanti a Hakkinen e Barrichello. Non è un serio pretendente al mondiale, ma sta per diventarlo perché a luglio l’incidente di Silverstone costringe Schumacher a fermarsi.
Monza 1999. Al giro 29, alla prima variante Hakkinen sbaglia la cambiata e si ritira, butta una vittoria già sua, subisce un crollo mentale e si abbandona alle lacrime dietro il guardrail. Vince di nuovo Frentzen, che ha solo dieci lunghezze di ritardo dalla vetta della classifica e resta sorprendentemente in corsa per l’iride.
Interlagos 2003. La pioggia, di nuovo: Fisichella taglia il traguardo per primo, ma la bandiera rossa per gli incidenti di Webber e Alonso manda in tilt i commissari, perché il regolamento stabilisce che fa fede la classifica due giri prima. Così, mentre s’avvia al podio, Fisichella scopre che non ha vinto niente. Tempo due giorni e la Fia ricalcola l’ordine d’arrivo, Fisichella resta comunque davanti anche togliendo due giri, per cui Raikkonen deve restituire la coppa; lo scambio si formalizza a Imola, due settimane dopo.
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